In metropolitana, il signore di fianco a me si gira e mi chiede, in inglese:
E` russa?
No, italiana (Vabbe`, questa ormai e` la norma)
Come mai si trova in Corea? Lavoro?
No, un marito coreano
Le piace vivere qui?
Beh, la Corea e` un bel posto ma se non conosci il coreano e` difficile...
Gia` e` vero, qui studiano tutti l`inglese ma non e` che poi lo parlino molto bene...
Poi sono scesa. In verita` ho incontrato spesso signori di una certa eta`, intendo sopra i 60 anni, che parlavano un ottimo inglese e devo ammettere che le conversazioni che avuto con questi signori sono state tra le migliori conversazioni istantanee avute qui in Corea. Interessanti di solito. Mi piacciono meno i dialoghi con le ajumma, sempre e solo in coreano, perche` tendono ad andare sul personale. Partono chiedendoti l`eta` e poi ti stordiscono con un fuoco di fila di domande di ogni tipo. Mi aspetto sempre che mi chiedano a quanto ammonti il mio conto in banca. Non l`hanno mai fatto, ma a volte ci sono andate vicine. Le ajumma sono sempre temibili. Invece i signori stanno sul vago e in genere ti raccontano della Corea, di come era una volta e di come e` diventata ora. Ma non danno mai l`aria di rimpiangere niente.







