La storia di questo libro l`avevo gia` raccontata qualche mese fa. Passato praticamente inosservato alla sua pubblicazione nel 2007, ha ricevuto un aiuto inaspettato nientemeno che dal Ministero della difesa sudcoreano, che lo ha inserito nella lista dei libri vietati all`interno delle caserme. Ossia libri che i giovani militari sudcoreani* non possono portare all`interno delle ``baracche``, come le chiamano li. Dopo la pubblicazione della suddetta lista su tutti quotidiani nazionali, il libro e` nauralmente schizzato in cima alle classifiche di vendita diventando subito un best seller, cosa assai rara per un libro di economia che fin dalla sua apparizione aveva venduto al massimo una copia al mese, nonostante il suo autore, Chong Ha Joon, fosse un noto professore di economia all-Universita` di Cambridge ed ex consulente dell’Oxfam International e della Banca Mondiale in materie attinenti lo sviluppo economico mondiale.
Insomma, un vero e proprio caso, editoriale, mediatico e politico. E visto che il libro era stato pubblicato anche in Italiano da una nota casa editrice eversiva, l`Universita` Bocconi Editore, ho pensato bene di procurarmene una copia per verificare di persona quali pericolosissime idee si annidassero nelle 259 pagine di Cattivi samaritani, Il mito del libero mercato e l`economia mondiale.
E` stata una lettura piacevole. Scorrevole e ben scritto, e a tratti persino divertente, Cattivi samaritani spiega, e documenta, come i maghi neoliberisti per lo piu` occidentali che in questi ultimi anni hanno guidato e condizionato l`economia mondiale non abbiano fatto altro che raccontare un sacco di palle, piu` o meno in buona buona fede, su quelle che sono le vere cause della crescita economica. Libero scambio, globalizzazione, lotta all`inflazione, piu` competizione e meno regole, tutela del copyright e dei brevetti, indipendenza della banche centrali e investimenti esteri, i mantra dei neoliberisti, contro dazi e blocchi alle importazioni di prodotti dall`estero, sussidi alle imprese, utilizzo del capitale nazionale e intromissione della politica nel mercato, in una sola parola, protezionismo. Per i neoliberisti e` chiaro quale dei due "pacchetti" fa davvero avanzare l`economia. Ma, ci spiega Chang, anche se attualmente per le economie sviluppato e` vero che il neoliberismo e` un innegabile vantaggio, nel passato non e` sempre stato cosi`. Anzi, TUTTE o quasi le nazioni che oggi fanno parte dell`OCSE debbono il merito del proprio successo economico proprio a pratiche oggi considerate sbagliate o persino eticamente scorrette, come il protezionismo, appunto, la pirateria e la non protezione legale dei brevetti e della proprieta` intellettuale, l`aiuto governativo a societa` considerate strategiche per la crescita economica.
Dati ed esempi storici alla mano, Chang dimostra che queste nazioni virtuose, che oggi vogliono propinare alle nazioni in via di sviluppo la medicina del libero mercato come unico rimedio al sottosviluppo, abbiano invece raggiunto il successo usando metodi opposti. Raggiunta la vetta hanno poi buttato via la scala che li ha portati fin li, riscrivendo persino la propria storia economica a sostegno del nuovo corso neoliberista. Che lunghi dall`essere una panacea per tutti i mali, si sta rivelando sempre piu` inadeguato.
Neanche a dirlo, tra questi Cattivi samaritani, c`e` anche la Corea del sud (e qui si spiega forse la censura nei confronti del libro), e c`e` l`Italia, e gli Stati Uniti, e Gran Bretagna, e la Francia eccetera eccetera eccetera.
Il libro convince. Ed e` pure profetico. In uno degli ultimi capitoli ipotizza un futuro nemmeno troppo lontano (2029) in cui una bolla speculativa scoppiata nel mercato immobiliare e borsistico cinese mette in ginocchio l`economia mondiale. Se invece del 2029 Chang avesse scritto 2009 e invece di Cina Stati Uniti... avrebbe descritto precisamente quello che sta accadendo oggi. Segno forse che la crisi che stiamo vivendo era prevista e prevedibile, anche se forse inevitabile (per la pigrizia e la cecita` dell`ignominiosa classe politica e dirigente che ci ha governati fino ad oggi e che ancora continua a farlo).
Fortunatamente Chang non da` solo lezioni ma propone anche soluzioni. Pratiche, pragmatiche, e molto vicine al buon senso. Niente ideologie ne` spettri che si aggirano per il mondo. Ma soprattutto niente libero mercato. Bisognerebbe invece "inclinare il campo da gioco" per permettere ai paesi svantaggiati di battersi ad armi pari nel mercato mondiale, cosa che aiuterebbe davvero i paesi in via di sviluppo a rafforzare la propria economia. Tutti, sostiene Chang, ne trarrebbero vantaggio. Anche noi.
*In Corea del sud vige ancora il servizio militare obbligatorio, della durata di due anni







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